The lobster

Coaching

Il guscio di un’astice è duro e anelastico. Soprattutto, non cresce nel tempo. Così, mentre l’astice continua a crescere durante la sua vita, il suo guscio diventa sempre più piccolo e soffocante, fino a diventare doloroso. A quel punto l’astice ha una sola opzione per continuare a crescere; liberarsi della vecchia corazza e crearne una nuova. Questo processo si chiamato muta e dura almeno una o due settimane. L’astice deve prima rompere il vecchio guscio e poi lentamente costruirne uno nuovo attorno a se. É un cambiamento rischioso in cui l’astice mette in gioco la propria sopravvivenza. Durante la muta l’astice, col suo corpo morbido esposto, é vulnerabile e deve nascondersi dai predatori finchè la nuova corazza, più grande e confortevole é pronta.

Come per gli astici, lo stress, anche se fastidioso, può essere un segnale del bisogno di crescere.

A volte percepiamo che c’è qualcosa di più, ma ci sentiamo bloccati nello status quo, in ciò che viviamo come ordinario. Questa consapevolezza può essere stressante, ma è anche un segno che il nostro sé straordinario vuole espandersi. Alcune persone imparano a convivere con il loro disagio. Ma quelli che vogliono prosperare cercano modi per liberarsi delle corazze che non servono più permettendo al loro straordinario io interiore di crescere.

Come coach, mi piace collaborare con persone, team e organizzazioni che percepiscono queste tensioni e decidono di esplorarle per crescere. Creo per loro lo spazio sicuro dove possono rompere le strutture limitanti e liberare il loro straordinario potenziale.

Cos’é il coaching

II coaching é una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale. — ICF

Per me, essere coach significa collaborare con i miei clienti, co-creando insieme il percorso verso i loro obbiettivi. È un processo creativo che  crea azione e genera una trasformazione nella loro vita, sia personale che professionale. Una relazione di coaching è un viaggio in cui il cliente trova dentro di sè l’ispirazione per liberare e far crescere il proprio straordinario potenziale.

Cosa non é il coaching

Il coach non è né un terapeuta, né un consulente e nemmeno uno psicologo. Come perfettamente spiegato da ICF “Il Coach, come professionista, non svolge attività di prevenzione o cura rispetto a malattie o disagi, non ha un approccio interpretativo e non fa diagnosi di personalità, non fa valutazioni della persona di alcun genere. Può all’occorrenza utilizzare questionari solo per stimolare la consapevolezza della persona su specifici comportamenti. Inoltre non offre sostegno psicologico, bensì si concentra sulla crescita e sviluppo della persona accompagnandola nella definizione di obiettivi raggiungibili, sviluppo di consapevolezza, creazione di possibilità ed infine di scelta di un piano di azione che vada nella direzione dell’obiettivo.

Il coaching è non nemmeno consulenza. Un consulente è uno specialista in una determinata area che fornisce raccomandazioni e soluzioni per risolvere uno specifico problema. Come coach, parto dal presupposto che, all’interno della relazione, l’esperto é il cliente. Approccio la relazione di coaching sentendomi a mio agio nel non sapere, così posso creare e trattenere per il cliente lo spazio per esplorare e liberare il proprio straordinario potenziale.

Il modello F.R.E.E.

Nell’anno 1501, un artista italiano di 26 anni di nome Michelangelo accettò un compito impegnativo; ottenere una statua da un gigantesco pezzo di marmo che era rimasto sul cortile della cattedrale di Firenze per 40 anni, scartato giá due volte da altri scultori. Lui vide qualcosa di straordinario dentro quell’enorme blocco di marmo, e decise di liberarlo. Per quattro anni, pezzo dopo pezzo, rimosse tutto il materiale non necessario fino a quando riveló al mondo l’incribile statua di David che ora possiamo ammirare a Firenze.

Il mio modello di coaching, F.R.E.E., é flessibile e semplice allo stesso tempo. É composto di quattro fasi progettate per rimuovere le strutture limitanti e liberare lo straordinario potenziale che è in te.

  1. Find your direction: Identificare la tua direzione, perchè tutto inizia da un obiettivo. Per ottenere una trasformazione significativa è necessario concentrarsi su una destinazione. La prima fase é dedicata a trovare consapevolezza e chiarezza sulla destinazione.
  2. Remove the obstacles: Trovare e rimuovere gli ostacoli. In questa fase, si crea consapevolezza sulle strutture e sulle assunzioni che ti trattengono e non ti consentono di muoverti in avanti. Rimuovendo le strutture limitanti potrai scoprire i tuoi punti di forza e connetterti con la tua essenza.
  3. Explore the Possible: Esplorare le possibilità. È il momento di essere creativi e giocosi. Usando il potenziale che hai scoperto nella fase precedente, libero dalle strutture che ne limitavano la visuale, puoi esplorare nuove possibilità, pianificare nuove azioni e progettare nuove strutture per sostenerti nel viaggio che ti aspetta.
  4. Experience the Extraordinary: Fare esperienza di straordinarietà. Sapere cosa fare non è la stessa cosa di fare ciò che si sà. C’è un divario tra sapere e fare; se non colmiamo questo vuoto, l’intero processo potrebbe caderci dentro. Il tuo straordinario potenziale ti consente di andare al di là dello status quo per creare lo straordinario cambiamento che desideri. In questa fase co-creeremo le strutture di cui ha bisogno il tuo sé straordinario per crescere ed espandersi fino a raggiungere i tuoi obbiettivi.

Il percorso di coaching inizia con una sessione gratuita di esplorazione. In questa prima conversazione esploreremo cosa stai cercando e co-progetteremo il tuo viaggio unico. Il percorso dura normalmente 3-4 mesi durante i quali avremo 12 sessioni di 60 minuti ciascuna. Sarò inoltre disponibile tra una sessione e l’altra tramite messaggi e chiamate per l’intero percorso assieme.

Se vuoi sperimentare le potenzialità del coaching con me, scrivimi per organizzare una sessione gratuita.